13.03.2026
10 min

Progetto Cartellino Rosso: La lotta per i diritti sui dati dei calciatori

Martina Pezzotta Avvocato Associato

Introduzione

Negli ultimi anni, la sovrapposizione tra la normativa sulla protezione dei dati e l'industria sportiva è diventata una questione di crescente rilevanza. Una delle battaglie legali più significative in questo ambito è il Project Red Card, un gruppo di azioni legali avviate dall'ex allenatore di calcio Russell Slade, da oltre 850 giocatori attuali ed ex giocatori di Premier League, English Football League, National League e Scottish Premier League, e da una società globale di dati sportivi contro società di gioco d'azzardo, scommesse e elaborazione dati per il presunto utilizzo illecito dei dati personali dei giocatori.

Il contesto: Protezione e proprietà dei dati nel calcio

La controversia relativa allo sfruttamento dei dati personali ha preso slancio dopo lo scandalo di Cambridge Analytica, in cui è emerso che Facebook raccoglieva e forniva dati personali a terzi senza l'esplicito consenso degli utenti. Questo scandalo ha messo in luce l'importanza dei diritti relativi ai dati e la necessità di leggi rigorose in materia di protezione dei dati.


Nel caso del Progetto Red Card, la questione centrale ruota attorno al tracciamento e all'utilizzo dei dati sulle prestazioni dei calciatori senza il loro consenso. Attualmente, gli individui non sono tecnicamente proprietari dei propri dati, ma godono di diritti in materia di protezione dei dati ai sensi di leggi come il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR), che impone alle organizzazioni di ottenere il consenso esplicito prima di trattare i dati personali per scopi commerciali. La causa sostiene che le società di gioco e scommesse abbiano utilizzato i dati sulle prestazioni dei giocatori, incluse statistiche come la precisione dei passaggi, la velocità e la precisione dei tiri, senza consenso e a scopo di lucro.

Questioni legali chiave sollevate

Mancanza di trasparenza

Spesso i giocatori non sanno chi raccoglie i loro dati, come vengono elaborati e chi ne trae profitto. Sebbene possano firmare contratti che regolano i diritti d'immagine, i dati relativi alle loro prestazioni personali non rientrano in tali accordi.

Assenza di consenso

La normativa sulla protezione dei dati impone alle aziende di avere una base giuridica per l'utilizzo dei dati personali, in genere tramite il consenso esplicito. Tuttavia, alla maggior parte dei giocatori non è mai stato chiesto il permesso per l'utilizzo dei dati relativi alle loro prestazioni.

Dati sensibili e profilazione

Alcuni dei dati raccolti, come le misurazioni cardiovascolari e il tracciamento biometrico, potrebbero essere classificati come sensibili ai sensi del GDPR, che prevede protezioni più rigorose per tali dati. Le società di scommesse e giochi utilizzano questi dati per creare profili dettagliati dei giocatori, con potenziali ripercussioni sulle negoziazioni contrattuali e sulle valutazioni degli stessi.

Contratti di lavoro e squilibrio di potere

Ai sensi del GDPR, i dipendenti non possono dare liberamente il proprio consenso alla raccolta dei dati a causa dell'intrinseco squilibrio di potere tra datori di lavoro e dipendenti. Ciò significa che, anche quando i club richiedono il consenso, questo potrebbe non essere considerato legalmente valido.

Implicazioni finanziarie e compensi

Uno degli obiettivi principali del Progetto Carta Rossa è quello di ottenere un risarcimento finanziario per i calciatori i cui dati sono stati utilizzati illegalmente. Poiché, in base al termine di prescrizione, è possibile presentare reclami fino a sei anni prima, il potenziale impatto finanziario è considerevole, potendo ammontare a centinaia di milioni di sterline.


Oltre al risarcimento, il caso potrebbe portare a modifiche normative, come nuove leggi sulle licenze che disciplinino la raccolta e l'utilizzo dei dati dei giocatori. Ciò creerebbe un sistema più trasparente in cui i giocatori potrebbero scegliere se consentire la raccolta dei dati e, in tal caso, ricevere un compenso.

Confronti internazionali: come altri campionati gestiscono i diritti sui dati

La questione dei diritti relativi ai dati degli atleti non è esclusiva del Regno Unito. Le principali leghe sportive degli Stati Uniti hanno adottato approcci diversi per la gestione dei dati dei giocatori:

  • NBA: L'NBA ha un Contratto Collettivo di Lavoro che include disposizioni specifiche sulla protezione dei dati. Prevede persino una sanzione di 1.442.500.000 dollari per le squadre che utilizzano dati biometrici nelle trattative contrattuali.
  • NFL: La lega vende i dati dei giocatori tramite una partnership con Zebra Technologies. Tuttavia, i giocatori stessi non possono vendere individualmente i propri dati, sebbene ricevano una quota dei ricavi.
  • MLB: I giocatori possono scegliere se consentire o meno il tracciamento dei propri dati e avere pieno accesso alle proprie informazioni personali.

Questi esempi illustrano come gli accordi strutturati possano garantire un trattamento più equo dei diritti relativi ai dati degli atleti.

Coppa del Mondo FIFA 2022: un caso di studio

Nonostante la crescente consapevolezza in materia di privacy dei dati nello sport, la Coppa del Mondo FIFA 2022 in Qatar ha introdotto nuove tecnologie che raccoglievano continuamente dati sui giocatori. Telecamere e sensori installati nei palloni da calcio, posizionati negli stadi, tracciavano i movimenti in 29 punti diversi del corpo di ciascun giocatore. La FIFA ha giustificato questo sistema come un mezzo per migliorare la comprensione dello sport, ma ha riacceso le preoccupazioni sulla privacy dei dati e sulla mancanza di normative chiare che ne regolassero l'utilizzo.

In risposta a queste preoccupazioni, la FIFA e i sindacati dei calciatori hanno firmato una carta che garantisce tutele della privacy simili al GDPR. Tuttavia, permangono significative lacune in termini di trasparenza e i giocatori rimangono incerti su come vengano archiviati i loro dati e su chi vi abbia accesso.

Il futuro dei diritti sui dati degli atleti

Progetto Carta Rossa L'obiettivo è quello di sensibilizzare l'opinione pubblica sui diritti relativi ai dati nello sport e di stabilire precedenti legali per un equo risarcimento. Alcuni possibili risultati includono:

  1. Maggiore controllo per i giocatori
  2. Nuovi modelli di licenza e remunerazione
  3. Precedenti normativi
  4. Misure più rigorose per la protezione dei dati.

La partnership tra FIFPRO e Sports Data Labs: una nuova era di dati controllati dai giocatori.

Riconoscendo le crescenti preoccupazioni relative all'uso non autorizzato dei dati dei giocatori, FIFPRO Technologies BV, una divisione del sindacato mondiale dei calciatori FIFPRO, ha collaborato con Sports Data Labs (SDL) per lanciare una piattaforma tecnologica innovativa. Questa iniziativa mira a fornire ai calciatori professionisti il controllo sui propri dati personali e a creare opportunità per monetizzarli.

La piattaforma funge da archivio sicuro in cui i giocatori possono memorizzare e gestire diverse tipologie di dati relativi alle prestazioni, tra cui parametri fisiologici, cartelle cliniche e statistiche raccolte tramite dispositivi indossabili. Garantendo ai giocatori piena visibilità e controllo sui propri dati, la piattaforma assicura che possano prendere decisioni consapevoli sul loro utilizzo.

Oltre alla gestione dei dati, questa iniziativa introduce un modello di ricavi basato sul consenso, che consente agli atleti di condividere selettivamente i propri dati con terze parti approvate per scopi commerciali. Questo approccio si allinea con gli sforzi in corso, come Progetto Carta Rossa, per promuovere un equo compenso per i giocatori e stabilire standard di settore per la protezione dei dati.

Creando un ecosistema strutturato che promuova la collaborazione tra giocatori, club, leghe e partner commerciali, la partnership FIFPRO-SDL rappresenta un passo significativo verso pratiche etiche nella gestione dei dati nello sport professionistico.

Conclusione

La battaglia legale sull'uso dei dati degli atleti è appena iniziata e Progetto Carta Rossa rappresenta un punto di svolta critico nel diritto sportivo. Poiché il valore commerciale dei dati continua ad aumentare, garantire un trattamento equo e la trasparenza nella raccolta e nell'utilizzo dei dati sarà essenziale. Sebbene l'industria sportiva sia stata storicamente lenta nell'affrontare queste preoccupazioni, l'esito di Progetto Carta Rossa Potrebbe plasmare il futuro dei diritti sui dati nel calcio e non solo, creando un precedente per una giusta remunerazione e pratiche etiche in materia di dati nello sport professionistico.

Martina Pezzotta Avvocato Associato
Martina è un avvocato associato, che lavora a stretto contatto con il team su contenziosi di alto valore, questioni normative e governance sportiva.
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